Michele Territo

La vita

Michele Territo  nasce a Ribera in provincia di Agrigento il 6 luglio 1947.

Famiglia di estrazione contadina, primo di quattro fratelli, tutti maschi, a cui la madre affida il ruolo di fratello maggiore che eserciterà in ogni fase della vita.

Frequenta le scuole elementari e medie a Ribera, mentre si trasferisce a Palermo per conseguire il diploma di Perito Industriale.

Avrebbe voluto proseguire l’attività formativa e compiere gli studi universitari, ma le precarie condizioni economiche della famiglia non glielo consentono. Emigra negli Stati Uniti, si reca nel New Jersey, dove c’era una folta comunità di Riberesi, esercita diversi lavori contribuisce a risollevare l’economia della famiglia e acquisisce un’ottima padronanza della lingua inglese.

Durante un periodo di breve vacanza in Sicilia un suo amico lo convince a inoltrare domanda di insegnamento in Sardegna, all’inizio rimane perplesso, lasciare gli States per la Sardegna gli appare riduttivo per i suoi progetti, ma alla fine accetta.

Arriva un telegramma con la nomina immediata in ruolo presso l’Istituto Tecnico Industriale Marconi a Cagliari. Ai tempi un diploma era sufficiente per insegnare materie tecniche ma lui che aveva fortemente idealizzato il valore culturale degli studi universitari, sogna di poter proseguire il proprio percorso coltivando il desiderio della Laurea.

 

Gli studi di Ingegneria

In breve tempo capisce che gli studi universitari potevano conciliarsi con i tempi della scuola e si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Cagliari.

ANNO ACCADEMICO 1969/70 Matricola N. 3739 CL 71 il sogno si realizza!

Inizia il periodo del grande sacrificio, dei numerosi impegni da docente che si alternano con quelli dello studio. I tempi sono cadenzati con successo. Si immerge nella realtà della scuola sarda e osserva con immediatezza quasi restando ammaliato, dalla pressante volontà di emergere da parte di studenti brillanti ma con ridotte capacità economiche. Si rispecchia in queste dinamiche e con grande passione impiega ogni sforzo per rendere palpabile e percettibile il valore dello studio. IMPARTISCE LEZIONI DI INGLESE AGLI STUDENTI PALESTINESI E IRANIANI SUOI COLLEGHI DI STUDIO.

All’università predilige gli studi dei fluidi e la specializzazione in Idraulica. La grande siccità della Sicilia e la difficoltà per irrigare gli agrumeti della sua Ribera, influenzano sicuramente la scelta. Fortunato e illuminante l’incontro col professor Costantino Fassò, del Politecnico di Milano (ove si era laureato nel 1944), arrivò in Sardegna nel 1958 quale titolare della Cattedra di Idraulica nella Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari e, successivamente, della Cattedra di Meccanica dei Fluidi, che mantenne fino al 1982. Ben presto il rapporto docente discente si infittisce sempre più, tanto che lo studente Territo si mostra perspicace e volenteroso e offre la sua collaborazione ancor prima della laurea, per la redazione di importanti progetti di opere che saranno realizzate in Sardegna.

Il professore “lo adotta” capisce la tenacia e la volontà che lo caratterizzano e gli affida l’incarico della raccolta dei dati per la stesura del Piano Regolatore Generale regionale degli Acquedotti. Una fatica immane amava raccontare “con lo stipendio di insegnante mi sono comprato una Fiat 127 (usata naturalmente!) mi alzavo alle quattro del mattino per recarmi nei vari paesi, per raccogliere dati presso i Comuni e tornare in tempo per recarmi a scuola, spesso arrivavo in ritardo, suscitando la comprensibile ira del preside“.

Questa esperienza gli ha consentito di conoscere gran parte del territorio e della realtà socio economica delle varie regioni della Sardegna, di cui coglie le affinità con la sua cultura e le sue abitudini.

Attività professionale

È impossibile sintetizzare la copiosa attività professionale prodotta dall’Ing. Territo in oltre 40 anni di professione che comprendeva Servizi di Ingegneria con incarichi di progettazione, direzione lavori, direzione operativa, coordinamento sicurezza, collaudo, studi specialistici ambientali, studi di compatibilità idraulica, geologica-geotecnica, varianti al PAI, nonché studi relativi alla redazione di Piani Urbanistici Comunali.

Un ruolo importante nella sua professione, come già detto, lo ha avuto, il suo professore di idraulica, l’esimio Prof. Costantino Fassò dell’Università di Cagliari, il quale, riconoscendogli alte capacità, lo volle come collaboratore nella stesura della Revisione del Piano Regolatore Generale degli Acquedotti in Sardegna.

Il Piano aggiornato si è rivelato uno strumento innovativo nella sua concezione che, superando la limitatezza delle singole progettazioni per temi, ha rappresentato un elaborato di Programmazione Territoriale, poiché affrontava il problema in maniera diffusa, su larga scala e individuava le risorse idriche dell’intera Isola, i fabbisogni idropotabili nei vari ambiti, la ricognizione della popolazione residente e la stima di quella stagionale, (con proiezione trentennale), le verifiche sulle strutture idrauliche in esercizio e le criticità strutturali.

Lavori Ing. Michele Territo.

Le indicazioni del Piano per la loro fondatezza quantificativa, sono state poste alla base di tutti i progetti di carattere idraulico degli anni a venire i quali dovevano essere uniformati ai criteri dettati dal Piano Acquedotti.

L’Ing. Territo ha svolto un lavoro minuzioso visitando tutti i Comuni della Regione, identificando le risorse, le esigenze della popolazione e le criticità strutturali. Questi sopralluoghi sono serviti per conoscere i territori, approfondire le esigenze delle comunità, intessere rapporti umani e professionali a tutti livelli, facendosi conoscere per la sua sensibilità e la propensione all’ascolto.

La collaborazione con il Prof. Fassò è proseguita nel tempo sia per quanto attiene alla ricerca che alla progettazione. È di quegli anni lo studio idraulico nell’asta terminale del Flumendosa e l’indagine nei bacini idrogeologici sottesi alle aree comunali di Muravera e Villaputzu.
Successivamente, negli anni ’80, per conto della Regione Sardegna, l’Assessorato dell’Ambiente, ha elaborato uno strumento di Programmazione Territoriale, denominato Piano di Risanamento Regionale indicato nella Legge 319/76 che individuava gli schemi fognario-depurativi dell’isola.

L’Ing. Territo, che gradiva cimentarsi sull’esame e sulle soluzioni di opere idrauliche e idriche di grandi dimensioni, ha compiuto studi, elaborato progetti e compiuto la Direzione Lavori di alcuni schemi previsti nel Piano di Risanamento quali quelli nei Comuni di Arzachena, Santa Teresa Gallura e Costa Rey nel Comune di Castiadas. Progettazioni che prevedevano impianti di depurazione delle acque reflue per l’adeguamento alla normativa, con avanzati sistemi di telecontrollo per la gestione in remoto delle apparecchiature elettromeccaniche installate nelle stazioni di sollevamento e negli impianti. Sistemi innovativi atti ad agevolare e velocizzare i tempi di intervento da parte dell’ente gestore.

Particolarmente significative sono state le progettazioni relative allo studio idraulico di bacini dei Comuni di Olbia, Telti e San Niccolò Gerrei. Ha eseguito la Direzione Lavori anche su interventi di aste fluviali nella Regione Calabria.

Non sono mancati gli interventi in impianti di Potabilizzazione Sarroch, Posada, Bidighinzu.
La sua cospicua carriera professionale si è svolta principalmente su incarico di svariati Enti pubblici e prevalentemente, per Enti Regionali, Consorzi Industriali e di Bonifica, Province, Comunità Montane e Amministrazioni Comunali.

Il suo approccio alla professione si connotava per uno marcato spirito di iniziativa finalizzato a migliorare le condizioni di vita di quella data comunità. Questo forte senso di appartenenza associato a uno spiccato senso di cordialità veniva declinato con proposte di intervento accompagnate da professionalità e soprattutto forte senso di umanità che non passava inosservato. Gli amministratori comunali e i funzionari a vari livelli, oggi testimoni di un fattivo e proficuo senso di collaborazione, potevano contare sulla sua propensione al risultato anche in assenza di un ristoro economico.

Ma vi è un elemento di grande novità nello studio portato avanti dall’Ing Territo, che rappresenta un unicum per la Regione Sardegna e che concretizza un obbiettivo contenuto nel Piano Regionale di Risanamento delle acque. Si tratta di un approccio innovativo conseguente per l’appunto dall’impostazione del Piano, nel quale si prevedevano degli schemi fognari finalizzati a concentrare gli scarichi esistenti in un determinato punto depurativo, scarichi provenienti dalla perimetrazione di un territorio antropizzato. Tale logica programmatica consentiva di poter disporre di una risorsa idrica, derivante dai liquami depurati, che superasse almeno il milione di metri cubi all’anno.

L’obbiettivo sfidante e innovativo consisteva nell’impostare un processo di trattamento dei liquami finalizzato al riutilizzo, nell’ambito di una economia circolare volto a evitare sprechi di risorse e quindi scarichi nei fiumi e in mare. Il tutto con l’intento di destinare tale risorsa, alle attività agricole nonché a un parallelo sistema antincendio. Gli interventi strutturali sono stati definiti nella esecuzione di elementi depurativi, a valle del processo biologico, affinando la depurazione con un sistema definito “terziario” e con l’abbattimento batterico mediante l’utilizzo delle lampade ai raggi ultravioletti. A valle del trattamento depurativo si sono realizzate delle vasche di accumulo, dei veri e propri laghi artificiali, della capacità di 8-10.000 metri cubi, con la funzione di volano da utilizzare nelle diverse condizioni meteorologiche, e alla variabile richiesta della risorsa, svolgendo, anche, la funzione di carico idraulico. Da tali invasi partono le condotte di distribuzione nelle aree agricole con i singoli punti di presa per l’utilizzo finale. Questo tipo di strutture complesse sono state realizzate nei territori Comunali di Santa Teresa di Gallura, Arzachena, Muravera/Castiadas.
Sotto questo ultimo aspetto, l’attività dell’Ing Territo risulta improntata a canoni futuristici che in un certo qual senso anticipavano i principi della green economi, allorquando l’esigenza di pensare a forme di contenimento dei consumi e risparmio nelle risorse idriche, imponevano scelte di rigore e studi valutativi correlati a azioni ponderate. La lungimiranza professionale e la capacità scientifica dell’Ing. Territo si rileva soprattutto nei progetti della maturità nei quali emerge la volontà di cimentarsi anche in un campo sperimentale ed economico-scientifico che ne contraddistingue l’impegno, la determinazione e le elevate doti di ricercatore.
Va comunque riconosciuto un grande merito ai ai validi collaboratori di cui si avvaleva, dei quali valutava in primis un curriculum di tutto rispetto, attraverso le votazioni di laurea ed inoltre ne testava le doti di abnegazione e passione verso l’attività professionale, ma la collaborazione più significativa va riconosciuta senza ombra di dubbio all’amico Italo Dessi, già funzionario dell’assessorato Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, componente del gruppo di lavoro Interregionale del Ministero dell’ambiente, Relatore in numerosi Convegni nazionali, con l’illustrazione del Volume contenente la normativa sulla tutela delle Acque dall’inquinamento, nonché docente nei corsi di formazione professionale sulla conduzione degli impianti professionale.Tale rapporto collaborativo ha instaurato oltre a quello professionale, un profondo rapporto umano supportato da piena fiducia e sincera stima.

Le opere di bene

Come si evince dai suoi progetti, la professione lo vede presente in tantissimi Comuni della Sardegna, era un uomo profondamente religioso e praticante e iniziava la sua giornata lavorativa sempre recandosi in chiesa, nella Basilica di Bonaria se si trovava a Cagliari, o nella chiesa del comune in cui si trovava per motivi di lavoro.

La profonda amicizia che lo legava agli amici galluresi, Giacomo e Marilena è stata l’occasione per avvicinarsi ad una associazione di volontariato O.F.T.A.L. che ogni anno organizzava pellegrinaggi a Lourds.

Durante uno di questi viaggi ha conosciuto un prete della Tanzania, padre Vincent Mhina, il quale gli ha descritto la profonda miseria che regnava nel paese e la totale mancanza di servizi sanitari. Fu così che al rientro dal viaggio, con i suoi collaboratori, si impegna a progettare un ospedale che sarebbe dovuto sorgere nei villaggi abitati da popolazioni Masai alle falde del Klimangiaro.

Padre Vincent si è recato diverse volte presso lo studio per elaborare la soluzione più idonea alle esigenze locali e così durante le vacanze natalizie dell’anno 2014 l’Ing. Territo e sua moglie Lina si recano in Tanzania per verificare di persona la reale possibilità di costruire l’ospedale. Il sogno non si realizza per le grandi difficoltà a mettere insieme autorità locali, enti religiosi e finanziatori privati. Da quella esperienza è nata tuttavia una fitta e prolungata collaborazione con le suore missionarie Francescane del Signore che in Tanzania si occupano di salvare bambini dalla miseria e dalle violenze destinando loro luoghi protetti e garantendogli una formazione scolastica.

Tuttora sono diversi i bambini che godono di questa assistenza grazie ai contributi economici della famiglia.

2014 – Michele e Lina in Tanzania.